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Che aria respiriamo? Parte a Lecce un innovativo programma di monitoraggio

Che aria respiriamo? Parte a Lecce un innovativo programma di monitoraggio

Sarà pur vero che “siamo ciò che mangiamo” ma è senz’altro indiscutibile l’importanza dell’aria che respiriamo. E di sicuro non è selezionabile come lo si fa con il cibo, seguendo una dieta. Ma sarebbe già un bel passo in avanti avere la contezza della qualità dell’aria che, volente o nolente, ci tocca respirare.
Perché seppur tutti abbiamo sempre sentito parlare di effetto serra e buco dell’ozono, è difficile poi davvero avere la cognizione di che cosa sia fatta l’aria e quali sono gli elementi che ognuno di noi inala, nella propria casa, per strada o al supermercato.

Per cercare di comprendere le eventuali correlazioni tra inquinamento ambientale e la nostra salute, nasce il progetto PAPER (PaperAnalyser for ParticulateExposureRisk) cofinanziato dalle Regione Puglia e portato avanti dalla collaborazione di imprese pugliesi ed enti di ricerca, quali l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISAC-CNR), il Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università del Salento, il Dipartimento di Fisica dell’Università degli studi di Bari.

Il progetto presentato lo scorso 20 dicembre nel rettorato leccese, si articolerà in diverse fasi a partire dal monitoraggio e campionamento dell’aria in alcune zone del Salento scelte in quanto aree critiche.

Una volta individuate queste aree, infatti, verranno raccolti i dati riguardo la qualità dell’aria e le specie chimiche presenti, mediante l’utilizzo di opportuni strumenti di campionamento. E successivamente potranno essere individuati dei macro-indicatori di rischio per la salute associabili alla composizione ed alle concentrazioni di particolato atmosferico in modo da verificarne il grado di tossicità a parità di concentrazione nelle diverse aree analizzate. In questo modo sarà possibile determinare una potenziale correlazione tra sorgenti di inquinanti (naturali o antropiche), qualità dell’aria ed effetti dannosi sulla salute.

Al termine della raccolta di campioni e analisi dati, il progetto prevede lo sviluppo di un sensore in grado di rilevare la presenza e la quantità degli elementi dannosi individuati nelle aree scelte, una vera e propria cartina al tornasole sensibile agli elementi chimici che compongono l’aria. L’idea innovativa è quella di rendere facilmente utilizzabile questo sensore realizzando tre tipologie di dispositivi sul quale installarlo, a seconda dell’ambiente che si vuole controllare. In altre parole questo sensore può essere un cerotto indossabile, un supporto da montare sui veicoli per il rilevamento outdoor e un dispositivo che sia in grado di funzionare anche negli ambienti chiusi (indoor). In ogni caso si tratta di un sensore realizzato su carta e assolutamente low-cost.

Pronti quindi ad andare a caccia degli inquinanti e nello specifico, il gruppo di ricerca che sviluppa il sensore, punta al rilevamento del particolato. Perché proprio il particolato?

Il particolato è una miscela complessa e dinamica di particelle solide e/o liquide sospese in atmosfera, con dimensioni comprese tra qualche nanometro a qualche decina di micrometro, provenienti da sorgenti sia di tipo naturale che antropico. Il particolato si trova in tracce in atmosfera ma nonostante ciò risulta uno degli inquinanti potenzialmente più pericolosi soprattutto per la salute umana. Il motivo sta proprio nella sua eterogeneità, essendo composto da migliaia di diverse specie chimiche e dal suo essere il principale veicolo di trasporto di inquinanti tra le diverse matrici ambientali (aria, a acqua e suolo).

Questo pulviscolo aerodisperso, inoltre, è in grado di interagire con i gas ed i vapori tossici presenti in atmosfera, trasformandosi e contribuendo quindi a trasportare questi inquinanti nel corpo umano tramite inalazione raggiungendo le zone più profonde del nostro apparato respiratorio, danneggiandolo.
Il ministero della salute fornisce qualche accorgimento da utilizzare per evitare un’esposizione elevata, solo però in ambienti chiusi e controllati, dove effettivamente è possibile seguire queste semplici regole:

  • Munire tutte le fonti di riscaldamento di areazione verso l’esterno.
  • Mantenere gli ambienti ben ventilati.
  • Usare l’estrattore d’aria con scarico all’esterno quando si cucina.
  • Non fumare negli ambienti chiusi.
  • Mantenere un’umidità relativa nelle abitazioni di 35-40%.

Al netto di questi piccoli accorgimenti però resta il fatto che il problema della qualità dell’aria è un problema di tutti, sicuramente non equamente distribuito ma difficile da monitorare e ancor di più da risolvere.
Quando il progetto PAPER sarà arrivato al termine, si prevede per la primavera del 2020, avremo dei prototipi di sensori facilmente fruibili anche da non esperti per valutare la qualità dell’aria ed eventualmente…trattenere il respiro!

da www.sinapsimag.it